Novità

Avete la possibilità di aiutare il P.N. Buila-Vânturariţa: scegliendo di donare il 2% dell'imposta sul vostro reddito annuale, che andrebbe versato alle casse dello stato, all'ASSOCIAZIONE KOGAYON, partner nell'amministrazione del Parco, in conformità alla Legge 571/2003*:

Nome ONG : ASOCIAÅ¢IA KOGAYON

C.I.F. : 16132059

IBAN : RO51 RNCB 0265 0061 3421 0001

Contact

Adresa:
Str. Pietei nr. 7, Orasul Horezu, Jud. Valcea

Tel/Fax: 0250/860.157
Email:office@buila.ro

Le località della zona – breve storia

A valle del Massiccio Buila-Vânturariţa ci sono delle località veramente antiche: la città di Horezu, il comune di Costeşti (i villaggi Costeşti, Bistriţa, Pietreni e Văratici), il comune di Bărbăteşti (i villaggi Bărbăteşti, Bodeşti, Negruleşti e Bârzeşti), il comune di Stoeneşti, il comune di Păuşeşti, la città di Băile Olăneşti (i villaggi Cheia, Tisa, Comanca, Gurguiata).
La presenza umana nelle località rivierasche risale al periodo ante Cristo. Le vestigia del neolitico, scoperte nelle caverne e nei dintorni dei primi villaggi, attestano il fatto che questi luoghi, al riparo da ogni tipo di calamità, furono abitati da tempi remoti.
A Costeşti fu scoperta anche la cultura Ferigile, risalente alla seconda età del ferro.
Due fratelli, Bărbat e suo fratello, Litovoi, furono i capi delle prime organizzazioni feudali della Valacchia (il XIIIesimo secolo). Si dice che fossero stati i discendenti di Bărbat ad aver stabilito il villaggio di Bărbăteştiul.
La storia successiva dei posti è molto legata ai numerosi monasteri ed eremitaggi dela zona: Il Monastero Bistriţa, Il Monastero Arnota, Il Monastero Hurez, Il Monastero Sărăcineşti, L’Eremitaggio Pahomie, L’Eremitaggio Pătrunsa, L’Eremitaggio Păpuşa, L’Eremitaggio dei 44 Sorgenti, L’Eremitaggio Peri, L’Eremitaggio Iezer, L’Eremitaggio Bradu, L’Eremitaggio Jgheaburi, Il Monastero Frăsinei.

Pagina realizzata dall’Associazione Kogayon, in un progetto finanziato
dall’Amministrazione del Fondo per l’Ambiente e cofinanziato dal Corpo Forestale dello Stato Romsilva

Pagina tradotta da Daniela Sargu e rivista da Antonio Saccone.